L’impermanenza delle cose è il concetto che tutto ciò che esiste è in costante trasformazione e nulla rimane lo stesso per sempre. Questo principio, centrale in filosofie come quella buddhista e induista, suggerisce che la sofferenza deriva spesso dalla resistenza al cambiamento e dall’attaccamento a ciò che è transitorio.
Accettare l’impermanenza permette di vivere nel presente, ridurre la sofferenza, apprezzare ogni istante e vedere la fine di una cosa come l’inizio di un’altra.
Una sincera pratica yoga sviluppa la capacità di esplorazione di ogni cosa, compiuta in consapevolezza, conduce ad una visione profonda degli aspetti della vita. Comprendere che l’impermanenza non è un aspetto negativo dell’esistenza è molto importante per la prospettiva yoga. L’impermanenza è fondamentale per la vita: se ciò che esiste non fosse impermanente, la vita non potrebbe continuare. Se un seme di un fiore o di un grano non fosse impermanente, non potrebbe dare origine ad un fiore o una spiga di grano. Se un bambino o bambina non fosse impermanente, non potrebbe mai diventare un adulto e la specie umana si estinguerebbe.
La vita è impermanenza, questo non significa che non sia degna di essere vissuta. Proprio perchè è impermanente, dobbiamo considerare la vita preziosa e prendercene cura. Dobbiamo quindi sapere come vivere profondamente e approfittare nel modo più responsabile di ogni istante che ci è concesso.
Una volta accettato la natura impermanente di tutti i fenomeni, non saremo travolti dalla sofferenza nello sperimentare la decadenza e la morte. Affrontando il cambiamento, l’alternarsi di prosperità e declino, di successo e fallimento, ci manterremo comunque pacifici e abbandonati al flusso della vita.
La difficolta a vedere le cose da questa prospettiva è dovuta al consueto andare troppo di fretta e sempre inquieti, perdendo così la capacità di prendersi cura del proprio corpo e della propria mente. Giorno e notte, pezzo per pezzo, si baratta la propria salute con beni di conforto materiale. Così facendo si distrugge il corpo e la mente per raggiungere obiettivi privi reale importanza.
Come lo yoga vive l’impermanenza
Asana: Le posizioni yoga (asana) sono un esempio concreto di impermanenza. Il corpo si muove da una posizione all’altra, e il corpo stesso cambia costantemente. La percezione di ciò che avviene durante la pratica conduce alla realizzazione del concetto di cambiamento.
Pranayama (respiro): La pratica del respiro consapevole insegna a rimanere presenti nel momento, notando il sorgere e lo svanire di ogni inspirazione ed espirazione, come metafora del flusso della vita.
Meditazione: La meditazione è lo strumento principale per osservare la natura transitoria di pensieri, emozioni e sensazioni come un semplice testimone distaccato. Aiuta a comprendere che, proprio come la mente è in continuo movimento, anche noi lo siamo, e a non attaccarci a nessuna forma di esistenza specifica.
Realizzare lo yoga significa vivere nel presente. Essere consapevoli che ogni momento è effimero, permette di viverlo più pienamente, con gratitudine, anziché rimanere ancorati al passato o temere il futuro.
Buona Vita
Y.M. Felice Vernillo


Salvo questo impermanente articolo
Da leggere e da rileggere.
Sì Gabriella la riflessione sulle verità enunciate dallo yoga, vanno ripetute affinchè si imprimano nella coscienza. Om Shanti
Sat vada, parinama vada… Grazie per questo approfondimento