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CORSO  SHAKTI INTEGRAL YOGA© 

 

AGOSTO 2021

 

 

 

- I° Inizio:  2 Agosto, termina 7 Agosto 

- II° Inizio: 23 Agosto termina  28 Agosto

Praticare Shakti integral yoga significa: sciogliere il corpo, rilassare la mente, conoscere le proprie nascoste risorse. Allinemento-Equilibrio -Stabilità Asana – Pranayama - Meditazione

Una proposta che ha come scopo quello di vivere un pratica costante (ABHYASA) e più intensa, in grado di ottenere  quei significativi miglioramenti che desideriamo ma che ancora  non abbiamo ottenuto. Si praticheranno sistematicamente Asana, Pranayama, Rilassamento e Meditazione (essenza del nostro metodo), attraverso una successione di lezioni in cui quella precedente introduce la successiva. Un percorso che si prefigge di condurre il praticante alla concreta esperienza della propria Shakti (energia vitale).

Un periodo di sana vacanza è un periodo dedicato al proprio benessere psico-fisico

UNA LEZIONE  AL GIORNO (per 6 Giorni)

"Non interrompete mai la vostra pratica, una posizione apparentemente impossibile oggi, diventa possibile domani; l'esercizio costante infrange tutte le barriere. Il praticante deve sviluppare la perseveranza, perché nella costanza risiede il successo nello yoga" 

PROGRAMMA GIORNALIERO

 Lezione

- Ore   19,00    (2 H. Asana-pranayama- Rilassamento-meditazione)

 

 

 

 

 

HATHAPRADHIPIKA (La luce dell'hatha yoga)

Lo Hathapradipika di Svatmarama Swami è tra le opere riguardanti  lo Hatha-yoga Sadhana, quella che innumerevoli generazioni di yogi hanno considerato, più di ogni altra come un sussidio indispensabile.
L'opera fu pubblicata per la prima volta in India, in sanscrito nel 1893, con il commento di Brahmananda,dalla traduzione inglese di Shrinivas Yangari. E' probabile che questo testo si basi sulla ricostruzione e l'ampliamento di un testo più antico, di cui restano solo alcuni frammenti. Questo testo risale al II o I A.C., ed è attribuito a Gorakha-Nath, personaggio mitico citato come uno degli 84 Siddha, fondatore della tradizione Tantra-vidya.

Il rapporto non ancora chiarito tra i due testi, ha dato luogo ad alcune ipotesi:

  - Svatmarama è un grande yogi e i suoi insegnamenti furono tradotti da uno dei suoi discepoli in questo testo, che forse, si ispira in qualche modo a quello più antico;
  - Più probabile:Svatmarama, uno yogi, tenta con successo di adeguare le pratiche tantriche alla mentalità e alla moralità brahminiche dominanti; si rifà agli insegnamenti della tradizione tantrica, i cui autori sono indicati nel testo come suoi maestri.

Svatmarama vive nell'India del XVI° secolo, nel periodo di massimo sincretismo filosofico e religioso (fusione di dottrine di origine diverse) conosciuto col nome diVedanta. Il suo nome significa Colui che prende diletto(ramanel proprio(sva(atman)”, a conferma della sua dedizione alla via dello yoga.
L'opera scritta assolve alla funzione di mantenimento della tradizione originale, soprattutto nel momento in cui è trascurata e sta per essere dimenticata. Il merito di Svatmaramaè di avere sistematizzato una disciplina certamente preesistente e di averla resa accessibile sia allo studioso sia a chi intende praticarla.

Lo hatapradipikaadotta come base della liberazione (Moksa ) il corpo fisico e il corpo energetico, strettamente interconnessi in un'unica struttura esistenziale. I due corpi sono interdipendenti, questo comporta che quanto accade all'uno trova immediato riflesso nell'altro. Agendo sul corpo fisico si producono effetti sul corpo energetico, le modificazioni del corpo energetico modificano il corpo fisico. Svatmarama offre nella sua opera la descrizione di un insieme di esercizi fisici la cui finalità è la liberazione. 

La liberazione dal dolore è quello che l'uomo desidera maggiormente.                                                                                                                                                                                                           L'autore pur incentrando la pratica sul corpo fisico, ritiene che Hatha yoga Raja yoga siano complementari e interdipendenti come lo sono il corpo e la mente (H.P.II,76).

Lo yoga descritto da Svatmarama ha solo quattro componenti (Asana- Pranayama – Mudra- Samadhi), mentre secondo altre autorità ne ha sei (Goraksha Satataka IV e anche Amrtanadopanishad VI), sette (Gheranda Samhita I.9), otto (Patanjala Darsanam II.9, Mandalabrahmanopanisad I,2 e anche Amrtanadopanisad 6) e perfino 15 (Tejobindupanisad I.15 e16).

La parola sanscrita Hatha quindi significa l'unione (yoga) delle due correnti alternanti in un unico flusso di energia. Pradipika è la “chiara lanterna” che si accende quando Sole(Ha) e Luna(Tha), i due canali idapingala al cui interno l'energia scorre alternativamente, si uniscono spingendo l'energia (kundalini)nel canale centrale (Susumna). 

Svatmarama non è interessato alle sottigliezze della mente, quanto piuttosto al cammino delle forze che sottintendono gli stati di coscienza. Si direbbe essere un pragmatico della conoscenza, inevitabilmente attuale e moderno.
Egli considera hatha-yogaRaja-yoga due aspetti di un'unica disciplina, lo yoga, a cui maestri posteriori a Svatmarama hanno dato semplicemente il nome di hatha-yoga.
Il praticante, che si incammina sulla via dello yoga, compie con il corpo fisico esercizi che sembrano non possedere immediatamente una controparte mentale e spirituale. Se la pratica è costante e prolungata nel tempo, emerge la consapevolezza di quella dimensione mentale e spirituale che è propria dello yoga.

Come altri autori di yoga prima di lui, Svatmaramanon definisce in modo univoco termini quali hatha-yoga, Raja-yoga, kundalini. Nella lezione II, 76 e nella lezione IV, 79 egli sembra prospettare hatha-yoga e Raja-yoga come due aspetti di un'unica disciplina che chiamiamo yoga, che dovrebbero essere praticati congiuntamente sempre per un pieno successo. Di contro, all'inizio (I, 1 e 2) e alla fine (IV, 103) si afferma che l'hatha-yoga è stato insegnato e praticato avendo come fine ultimo il Raja-yoga. 

Esperienza, requisito base nello hatha yoga 

L’esperienza del corpo può essere fatta o direttamente o attraverso alcune delle sue funzioni, come in automobile l'esperienza può riguardare il motore o essere una esperienza di autista che guida quella macchina. Capita durante la guida di essere persi nei propri pensieri, oppure di essere concentrati nella guida o sul funzionamento del motore.

Il corpo è il primo oggetto necessario per poter esperimentare la nostra esistenza. 

In sanscrito”Shariram adyam khalu dharma”: Shariracorpo,  adyamprimo,  khalututto e   dharmaentità che sostiene la vita.

Un concetto molto importante nello hathapradhipika è quello legato alla purificazione del corpo: Ghata Shuddhi - la pulizia del complesso psico-fisico

Le pratiche inerenti il cosiddetto “lavaggio del motore”sono:

1          Deha Shuddhi  per la pulizia della struttura

2          Nadi Shuddhi per la pulizia dei canali energetici

3          Prana shuddhi per la correzione del funzionamento dell’energia vitale.

Tenere in ordine il veicolo è interesse sia del proprietario della macchina che di chi la guida, per il buon funzionamento del corpo un ruolo importante lo hanno anchemudra e bandha e quando grazie alle pratiche di asana, pranayama, mudraebandhatutto funziona per il meglio, lo stato di benessere interiore è  Nadanusandhana. 

Riassumendo

1          Ghata shuddhi            riguarda l’aspetto psico-fisico della struttura 

2          Pranayama                  riguarda l’aspetto funzionale del corpo

3          Mudra e bandha          riguardano l’autista direttamente, ovvero colui che guida

4          Kundalini - Pravodhana Nadanusandhana  riguarda il risultato ottenuto

La base dello Hatha Yoga è Shuddhi, ovvero, la purificazione del corpo in superfice ed in profondità.

 

IL CORPO FISICO SECONDO YOGA

Il termine yogico che definisce il corpo è Ghata (Deha o Sharira)che significa contenitore. Questo contenitore con l’uso si sporca e diviene impuro, le impurità vanno rimosse, lo Hatha Yoga ci spiega come e quali sono i parametri che ci permettono di sperimentare il nostro corpo e le sue impurità. Da un punto di vista anatomico il corpo umano è formato da diversi tessuti che formano apparati e sistemi, ma l'unica struttura che noi possiamo veramente sperimentare ed utilizzare volontariamente sono i muscoli, per cui possiamo dire che il concetto di corpo è legato al concetto di muscoli.
Parlare è una attività muscolare così come camminare, respirare, gesticolare…varie possono essere le attività svolte, ma si tratterà sempre e solo di attività muscolare. Se i muscoli sono paralizzati non si può più fare nulla di tutto ciò, anche urinare è una azione muscolare, come parlare e respirare. A parte le funzioni sensoriali e le attività ghiandolari, tutto nel corpo è legato al funzionamento dei muscoli.

Possiamo quindi dire che corpo significa anche muscoli, visto che ciò che noi possiamo sperimentare del nostro corpo è l'attività muscolare. Quando abbiamo dei dolori significa che i muscoli sono in uno stato alterato e qualunque tipo di attività svolgiamo la muscolatura viene sempre interessata, per sollevare un braccio, c'è una contrazione muscolare, facciamo un passo, c'è una contrazione muscolare, il problema è che non sempre ad una contrazione segue una distensione, pensiamo di rilassarci, ma spesso le tensioni rimangono, magari a livello profondo, ed è così che il corpo diventa "sporco".
Come facciamo a purificare il corpo? Rilasciando le tensioni, quindi intervenendo a livello di muscolatura. Questa azione di rilassamento delle tensioni muscolari è capovolgere la situazione (Viparita Karani)facciamo l'opposto di quanto è avvenuto prima, se prima io avevo contratto i muscoli accumulando tensioni, comincerò a cercare di rilassare sempre più in profondità per innescare un processo inverso, il contrario di contrarre è rilasciare, il contrario di tendere è distendere, allungare, fare dello "stretching passivo".

Questi sono i principi guida: Con l’uso il corpo diviene impuro (tensioni muscolari), le impurità si accumulano e fanno sì che l’esperienza che facciamo del nostro corpo sia sempre più negativa, come la macchina che quando è pulita ci dà una bella sensazione, quando è sporca una sensazione spiacevole. Quando sperimentiamo le impurità (tensioni, crampi, dolori, tremori, spasmi, coliche) del corpo, anziché accettarle passivamente, dovremmo cercare di liberarcene, lo Yoga potrebbe essere definito come un mezzo per la rimozione delle impurità/tensioni (Deha Suddhi, con l’aiuto dello stretching passivo dei vari gruppi muscolari.

Possiamo trasformare questo concetto di Deha Suddhi in esperienza, lavorando attraverso l’allungamento muscolare (stretching), qualunque sia il tipo di pratica scelto i muscoli non andranno mai contratti, ma solo distesi.

Una delle definizioni di Asana  è  "essere", ovvero , come sperimentiamo il nostro essere? Siamo in grado di darci una risposta? Spesso sperimentiamo solo le tensioni del nostro "essere", e ci identifichiamo con esse, ma quando il muscolo comincia a distendersi, ad allungarsi, le impurità che lo tenevano contratto cominciano a scomparire, si può così finalmente incominciare a sperimentare l'esistenza  in uno stato più puro.

Che scopo avrebbe la pratica di asana se non quello di riportarci verso uno stato di equilibrio e di stabilità? L'equilibrio indica stabilità e benessere, significa unione del corpo con la mente. La mente è sempre attratta verso l’esterno, stimolata dall’attività sensoriale, attivata dai pensieri, dalle memorie, proiettata verso il futuro, lo Yoga vuole riportare unione tra il corpo e la mente, passando dall’attività corticale(pratiche dinamiche) ad una attività sottocorticale(cervelletto e midollo allungato).
Solo quando l’unione tra mente e corpo si è consolidata, le funzioni fisiche cominciano ad "avvenire" con ritmo spontaneo, come quando la macchina è nel tunnel di lavaggio, si lascia trasportare, il suo motore è spento..., non c'è più azione volontaria, ma abbandono… da  Karta  ad  Akarta, un passaggio dall'atteggiamento di chi fa a quello di chi lascia accadere.

L'unione della mente con il corpo in Yoga è detto Arambhaè uno stato raro, in quanto tende sempre a prevalere l'unione con il mondo esterno, grazie ai cinque organi di senso che richiamano continuamente verso l'esterno. L'unione con il mondo esterno è definita come BhairangaYoga, mentre l'unione con sé stessi diventa  Antaranga Yoga, il concetto di unione rimane ma la marcia si inverte passando da stimoli sensoriali esterni alla percezione del proprio corpo, saper cambiare tipo di unione nello yoga è fondamentale.

Questo è il messaggio dello Yoga, che se non colto, le  pratiche rimangono solo esercizi,  non si trasformano in vere e proprie asana ed il corpo rimane  nel suo stato impuro.

Anche Patanjali parla di capacità di abbandono, della capacità di non guardare solo fuori, ma anche dentro Antar(interiore) Drishti(focalizzarsi).

Om Shanti

 

In occasione della giornata mondiale dello yoga  -     Civitanova Marche (Varco sul mare)

 

Domenica 23 Giugno 2019.      dalle ore 16 fino alle 21

1- Dimostrazioni Yoga in gruppo

2- Lezioni Yoga aperte a tutti 

3- AL Tramonto:   LEZIONE YOGA FINALE CON TUTTI GLI ALLIEVI DELLE ASD E DEL PUBBLICO

 

 info: 0733 774374

 

 

Tante le Associazioni Sportive Dilettantistiche.....UNO LO YOGA!

 

OBIETTIVI DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO YOGA


• Riunire più nazioni possibile nella pratica comune dello yoga (finora 193 nazioni hanno aderito allo yoga day)
• Promuovere la non violenza e l’amicizia tra i popoli
• Far conoscere a tutti gli straordinari effetti della  
pratica yoga sulla salute
• Aiutare le persone a combattere lo stress della vita  
moderna
• Cambiare positivamente lo stile di vita delle persone 
aumentando i livelli di benessere

PARTECIPARE significa essere parte di una comunità mondiale dello yoga, unita per affermare lo yoga come riscoperta del senso di unità e armonia con se stessi, il mondo e la natura. 
Vi aspettiamo tutti. Muniti di TAPPETINO!

Info: 0733 774374

 

Manuale Asana e Pranayama: Due testi che si completano a vicenda con l’obiettivo di fornire a chi già segue un corso regolare di yoga, gli strumenti che consentano di andare al di là della sola lezione collettiva e di cominciare a praticare quotidianamente per conto proprio.
Entrambi i testi trattano lo yoga come disciplina Integrale con la funzione di perfezionare l’intero individuo.
Due manuali teorico-pratici illustrati, adatti a principianti ma non solo. Fare yoga non significa mettersi in posture acrobatiche. Per eseguire le posizioni descritte in questi libri non dovete necessariamente essere particolarmente snodati ma avere voglia di esplorare il corpo e le sue possibilità, la sua potenza, questo significa yoga shakti, con lo yoga sciolti si diventa, un principio che vale sia per i neofiti sia per chi pratica lo yoga da anni.
Due manuali che accompagnano il praticante passo dopo passo in un percorso strutturato in ordine progressivo, volto ad una esplorazione di tutto proprio essere. Quando assumiamo una posizione yoga per la prima volta, entriamo in contatto con la nostra capacità o incapacità di assumere quella nuova forma. Le aree dove si accumula la tensione riproducono il nostro modo di vedere le cose; cioè i pensieri, le paure, le tensioni, le ansie che si instaurano in noi sotto forma di contratture, creando la nostra postura nonché il nostro personale atteggiamento verso la vita. I due volumi accompagnano il praticante a vedere e a percepire se stesso per poi evolvere fino ad una dimensione più integrata di sé con il mondo.
Manuale Asana e Pranayama

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Entrambi i testi trattano lo yoga come disciplina Integrale con la funzione di perfezionare l’intero individuo.
Due manuali teorico-pratici illustrati, adatti sia a neofiti  che ai più esperti, inoltre, una guida anche per chi insegna. Fare yoga non significa cimentarsi in posture acrobatiche. Per eseguire le posizioni descritte in questi libri non dovete necessariamente essere particolarmente snodati ma, avere voglia di esplorare il corpo e le sue possibilità, la sua potenza, questo significa Yoga Shakti, con lo yoga sciolti si diventa, un principio che vale sia per i principianti sia per chi pratica yoga da anni.
Due manuali che accompagnano il praticante passo dopo passo in un percorso strutturato in ordine progressivo, volto ad una esplorazione di tutto il proprio essere. Quando assumiamo una posizione yoga per la prima volta, entriamo in contatto con la nostra capacità o difficoltà di assumere quella nuova forma. Le aree dove si accumula la tensione riproducono il nostro modo di vedere le cose; cioè i pensieri, le paure, le tensioni, le ansie che si instaurano in noi sotto forma di contratture, creando la nostra postura nonché il nostro personale atteggiamento verso la vita. I due volumi accompagnano il praticante a vedere e a percepire sé stesso per poi poter evolvere fino ad una dimensione più integrata di sé con il mondo.

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RECAPITI

Associazione Shakti Yoga

Via Silvano Mecozzi, 19

62012 Civitanova Marche (MC)

Email: messaggi@shaktiyoga.it

Tel: 0733 774374

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