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La vera felicità 2

 

La Vera Felicità 2: unità di tutta la Vita di Sw Chidananda

 

..E’ quindi nel riconoscere l’essenziale divinità dell’uomo che noi abbiamo la base più sicura dell’umana unità. Riconoscere questo è andare al di là di nomi e forme. Non badare alle apparenze mutevoli della superficie. Essere sempre consapevoli di: “Io sono uno con tutte le altre vite nel mio essere essenziale come pura luce, puro essere. L’esistenza è una; la vita è una”. Questa è la saggezza di coloro che hanno tale percezione e consapevolezza, la loro intera vita diventa una benedizione per tutti gli altri. Essi non farebbero agli altri quello che non vorrebbero che gli altri facessero a loro. Il loro modo di agire è :“Quello che mi da gioia e felicità, so che darà gioia e felicità agli altri”. Se questa consapevolezza non c’è, come può venire il sentimento dell’unicità? “Possiamo tutti sedere insieme, vivere insieme, pensare insieme! Possiamo noi tutti pensare ed aspirare nello stesso modo”, questa è un’antica preghiera vedica. I Veda affermano: “Questo corpo ti è stato dato, oh mortale, per il benessere degli altri, per il servizio agli altri, per fare del bene agli altri”. La consapevolezza di questo supremo scopo della propria esistenza deve essere una sorgente di felicità e di benessere per gli altri. La giusta educazione dell’anima per crescere nella consapevolezza di questi principi, dovrebbe essere il fattore che assicura una durevole unità umana, una vera unità umana. L’unità dell'umanità non può essere fondata su principi come: noi siamo alleati e quindi ora possiamo lottare contro un terzo. Ci sono tanti tipi di unioni: come persone che si uniscono per lottare contro un altro gruppo di persone. Questa non è unità. E’ un’auto-condanna, perché la vera base su cui si fonda tale unità è l’odio, per fare del male a qualche altro gruppo. Anche se inizialmente può dare l’illusione di unità, essa non è costituita dalla vera essenza dell’unità. E’ un'unità distruttiva. L’unità dovrebbe essere costruttiva. L’unità è parziale se non abbraccia dentro il suo fine l’intero universo, l’intera umanità, perché la stessa scintilla divina dimora in tutti gli esseri, noi siamo tutti figli di un’unica famiglia cosmica. Solo quando realizzerai che la felicità di tutti è il grande compito della vita, quando l’ideale di portare felicità al prossimo è accettato e riconosciuto essere la grande legge di questo universo, solo allora potrai dire di vivere veramente.Solo allora la relazione di unità e la felicità di tutti saranno coordinate. Non percepire questa unità manderà in rovina la felicità di tutti, il benessere di tutti. L’intero universo vibra con un solo principio cosmico di vita. La percezione di questa profonda e bellissima Verità, che sottostà alla vita, può essere donata all’anima che si evolve, prima di essere deviata dall’egoistico e dal modo di vivere competitivo che caratterizza l’attuale vita sulla terra.

            Se le persone fossero portate a parlare non in termini di ‘il mio bene’ oppure ‘il tuo bene’, ma piuttosto:‘il nostro bene’, allora la questione della giusta educazione delle generazioni nell’umanità, le generazioni che condurranno il mondo di domani, potrebbe essere almeno parzialmente risolto. Questa questione dovrebbe riscontrare molta attenzione e considerazione da parte di tutti i leader mondiali. La mia sincera preghiera è: “Possa questo essenziale spirito di unicità e unità dell’uomo, questa unità della vita, essere riconosciuta, accettata ed espressa in tutte le nostre vite, e in tutto il nostro comportamento verso gli altri.” Soltanto Aallora l’ideale dell’unità sarà un glorioso e felice dato di fatto. Possa Dio benedire l’umanità, possa Dio ispirare tutte le genti a sentire la Sua presenza che dimora in tutti i nomi e le forme.

Proprio come gli uccelli sono in grado di volare per mezzo di entrambe le loro due ali, allo stesso modo la conoscenza e l’azione insieme, conducono alla meta suprema della liberazione. (yoga vasistha)

La prima Sadhana per lo yogi  di Sw Chidananda
 
Gurudev Sw Sivananda dice: “Oggi vi parlerò di un semplice sentiero verso la Realizzazione dello yoga.La liberazione.
La prima sadhana (pratica personale)è sradicare le qualità non-spirituali e negative, e coltivare qualità positive,qualità spirituali.
Le qualità divine vi portano verso la Liberazione” (Gita 16.5). Noi dobbiamo non solo praticare le divine qualità ma dobbiamo anche liberarci dalle qualità non divine, in quanto queste ultime ci conducono ad una schiavitù ancora più grande. Dovremo cominciare con l'interrompere tutte quelle attività di pensiero, parole e azioni che non sono positive. “Leggere i Veda (le sacre scritture) giornalmente, impegnati in azioni che sono indicate nei testi, azioni in cui è opportuno impegnarsi.” Ciò significa che noi non dobbiamo agire in modo contrario alle ingiunzioni delle scritture spirituali.“Il Tempo non dovrebbe essere sciupato”. Il tempo è prezioso. Noi non siamo venuti qui per utilizzare il nostro tempo per fare cose diverse dal praticare la vita spirituale, cioè la pratica di
viveka (discriminazione), vairagya (distacco) e fratellanza, la pratica della tolleranza, della mutua buona volontà e del fare del bene agli altri, la pratica dello yoga, la pratica dello studio delle scritture sacre, col fine di raggiungere il risveglio.
            Quali qualità sradicare? La santa Madre Sharada Devi, la divina consorte di Bhagavan Sri Ramakrishna Paramahansa, disse:” Mio caro figlio, allontanati da
doshadrishti (guardare agli errori e ai difetti degli altri). La vita è troppo breve, non c’è abbastanza tempo nemmeno per rimuovere i nostri difetti.” Meglio occuparsi del nostro supremo benessere spirituale per cui ci è stata concessa questa breve nascita umana.
            Voi diventate quello su cui si focalizza la vostra mente. Se pensate alle sciocche qualità negative degli altri, invece di migliorare voi stessi, attirate verso di voi le qualità negative. Quindi pregate:” Oh Signore, non permetterò alla mia mente di essere distratta dallo scopo centrale della mia umana esistenza. Oh Signore aiutami in questo difficile compito.

BUONA PRATICA

 

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