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L’Armonia e L’Equilibrio nello Yoga

L’ARMONIA E L’EQUILIBRIO nello YOGA

Passare notti insonni rigirandosi continuamente nel letto, con pensieri che affollano la mente, alzarsi con un’emicrania, che ricorre sempre più frequentemente, significa essere affetti da stress.

Quando si è stressati tutto il corpo è teso. I muscoli sono contratti da rendere alcune parti del corpo così rigide ( soprattutto il tratto cervicale e quello lombare) da rendere i movimenti molto limitati. In questa situazione se ci si distende anche per un attimo, la mente incomincia a vagare intorno a problemi presenti e futuri, incapace di fermarsi anche solo per un attimo, e si reagisce arrabbiati a semplici situazioni.L’eccessiva e ininterrotta tensione, incapacità a rilassarsi: queste sono le caratteristiche di una situazione di stress cronico.

Nello yoga si parla invece di armonia tra il giusto sforzo e il giusto rilassamento. Per eseguire al meglio un gesto dinamico o mantenere una posizione statica, e necessario l’equilibrio tra lo sforzo adeguato, cioè le tensioni necessariamente presenti in alcune parti del corpo affinché sia possibile l’azione, e il rilassamento di tutte le altre parti non chiamate all’azione, assenza cioè di tutte le tensioni inutili, altrimenti ritorna nuovamente una condizione di contrattura. In ogni posizione in cui si trova il corpo bisogna mantenere in tensione solo i muscoli necessari al mantenimento della postura, mentre si devono rilassare tutti gli altri. E’ il persistere di tensioni inutili che creano stress.

Quando iniziamo a praticare yoga , ogni posizione risulta faticosa. Sentiamo dolore  nei muscoli che stiamo allungando, le gambe tremano mentre cerchiamo di restare in equilibrio, il respiro si fa affannoso…. Non arrendersi, ma continuando ad esercitarsi con gradualità, riconoscendo i  propri limiti  impegnandosi a superarli, senza forzare oltre le proprie possibilità. Con il tempo si riuscirà a sviluppare le due qualità fondamentali che caratterizzano le asana, ( sthira sukha asanam y.s. II 46), stabilità e benessere.

Si può affermare di essere in asana quando, mantenendo la posizione, il  corpo è ben stabile e si è pervasi da una sensazione di benessere. La stabilità non è limitata al solo corpo, anche il respiro deve essere stabile, calmo e regolare. Ma è soprattutto la stabilità della mente a far si che la pratica possa definirsi yoga piuttosto che ginnastica. Sthira è dunque la capacità di stabilirsi fermamente nella posizione, mantenendo l’attenzione al corpo e al respiro in modo costante per tutto il tempo in cui si mantiene la posizione. È una presenza costante all’interno del corpo, senza distrarsi da ciò che succede all’esterno e dai propri pensieri. quando si riesce a mantenere un’attenzione continua e senza distrazioni a ciò che stiamo facendo, alla posizione in cui siamo, al nostro respiro, la mente si stabilisce nel corpo. Spesso nella vita quotidiana si è in una condizione che si può definire “dissociata”: si è in un posto ma  la mente è da un’altra parte.

Durante la pratica di asana , si dimora nel corpo, si ricrea l’unità fra il corpo e la mente. E allora si sperimenta la seconda qualità, Sukha, cioè un’esperienza gradevole, di benessere senza tensioni. E’ una sensazione di apertura, di espansione, di assenza di barriere e costrizioni.

Nella pratica yoga, dobbiamo integrare fermezza e distensione, tonicità e flessibilità, stabilità e benessere, sforzo e rilassamento.    

Obbiettivo di tutto ciò non è fare le posizioni alla perfezione, ma è riuscire a mantenere questa condizione di solidità e di dolcezza anche nella vita quotidiana, al di fuori della pratica yoga. Significa sviluppare la propria forza interiore, mantenendosi rilassati e disponibili verso gli altri. Esattamente il contrario di quello che si fa quando per paura, indossiamo maschere e corazze.

  BUONA PRATICA

 HARE OM

 

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