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LA BHAGAVAD GITA

LA  BHAGAVAD GITA

Il protagonista Arjuna rappresenta ognuno di noi, il carro su cui si muoverà per la battaglia rappresenta il corpo umano, l’auriga Krisna rappresenta l’anima Suprema che alberga in ognuno, Arjiuna l’anima individuale, i cavalli che trainano il carro rappresentano i sensi, le redini la mente, il campo di battaglia il mondo esterno.

 

Quello che siamo chiamati a fare  

 Sw. Atmaswarupananda
            Il Signore Krishna in buona parte della Gita ci incoraggia ad essere buoni e a fare del bene, ed allo stesso tempo ci mette in guardia dalle terribili conseguenze dalla mancata guarigione  dalle qualita’ negative, qualita’ come lussuria ira e cupidigia. La maggior parte degli insegnamenti di Gurudev ( Swami Sivananda) sono ammonizioni ad essere buoni e a fare del bene. E poiche’ abbiamo molte cose che sarebbe molto meglio  fossero tenute fuori di noi, la maggior parte della nostra concentrazione deve essere indirizzata a eliminare da noi stessi le qualità negative per coltivare le virtù.  
            Ma in quanto seri ricercatori, c’e’ un segreto spirituale che dobbiamo riconoscere. Dobbiamo essere consapevoli di quello che il Signore Krishna voleva significare quando nell’ultimo verso della Gita ci dice di abbandonare tutte le cose che Egli ci ha precedentemente incoraggiato a fare – cioè tutte le azioni (dharmas) – e prendere rifugio in Lui soltanto. Il nostro scomparso insegnante di Vedanta, Swami Brahmanandaji, era solito dire qualcosa di simile. Egli diceva che il tempo che voi impiegate a decidere di ritirarvi nell’Ashram,  e’ lo stesso necessario per superare gli aspetti negativi, ora e’ il tempo di trascendere anche il positivo.
            Qual e’ il significato di queste strane parole? Quando le nostre vite sono dominate da egoismo, passione, cupidigia, odio e gelosia, che e’ in un certo senso quello che siamo. Quando superiamo i vizi, coltivando le virtù,  allora è questo quello che diventiamo, diventiamo ahimsa (non violenza) satyam (verità) e brahmacharya (purezza). Rispondiamo al mondo con bontà: diventiamo una buona persona. Ma questo non è l’obiettivo finale della vita spirituale. Non siamo fatti per rispondere al mondo come una buona persona, ma come Dio Stesso. In altre parole, è giusto superare Rajas (passione)e Tamas(ignoranza), ma  alla fine noi dobbiamo trascendere anche Satva(la virtù). Noi dobbiamo rispondere al mondo da un livello completamente diverso. Gurudev ci dice di cambiare il nostro angolo di visione. Prima cambiarlo dal cattivo al buono, e poi alla fine dal buono a Quello ( il Divino)che non possiamo mai afferrare ma in cui possiamo solo aver fiducia.
       Una volta un ricercatore stava parlando con Pujya Swami Chidanandaji e menzionava alcuni punti di confusione. Swamiji rispose che ciò era dovuto al fatto che noi non crediamo in Colui che è dentro di noi, il Governatore Interiore. In altre parole. Noi continuiamo a reagire attraverso l’ego perché non crediamo, non abbiamo fiducia nella Realtà Interiore. La ragione è perché il Governatore è non-conoscibile dalla mente. Egli può splendere come qualcosa pura o come una esperienza spirituale, ma la Cosa-in-se-stessa – in cui noi dobbiamo sia credere che aver fiducia – è totalmente non-conoscibile dalla mente.
       Però, questo è quello a cui la vita spirituale alla fine ci chiama a fare. Noi dobbiamo trascendere il buono e contare sul – prendere rifugio in “Quello” che noi non potremo mai afferrare, ma che ciononostante è la Realtà ultima. Altrimenti  continueremo ad essere schiavi di quelle cose che pensiamo siano buone.
       C’è un intero nuovo mondo al di là dell’essere buono e del fare del bene. E’ il mondo che ci hanno dimostrato da Gurudev, Pujya Swamiji e altri Santi. E’ il mondo a cui siamo chiamati. Noi dobbiamo credere nel Governatore Supremo, e poi mettere tutta la nostra fede in quella Realtà interiore, nascosta .
 
 
Nota:  Nel 14° capitolo della B G  il Signore Krishna spiega ad Arjuna la filosofia dei Guna, la loro influenza sulla nostra vita e sulle nostre azioni. ( La Bhagavad Gita di Swami Sivananda – Ed Mediterranee – Roma )
 

         OṀNAMO BHAGAVATE VĀSUDEVĀY

        “Om, Tutti gli Omaggi al Signore Vasudeva

         Om purnam-adah purnam-idam purnaat  purnam-udacyate/
         purnasya purnam-aadaaya purnam-eva-avashishyate

         ” Om. Quello è Tutto. Questo è Tutto.
           Dal Tutto si manifesta il tutto)/
           Dal Tutto, una volta negato il Tutto,  ciò che resta è ancora il Tutto”

 
BUONA PRATICA 

HARI  OM

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