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4 RAJA YOGA – ASANA

RAJA YOGA Una via all’integrazione

 

 ASANA

Asana è un termine che nello yoga indica l’assumere una posizione del corpo. Le asana sono però qualcosa di più complesso di una semplice posizione.
Le asana sono una parte integrante dello yoga. Non sono un semplice esercizio fisico, ma implicano processi tanto fisiologici, quanto psicologici. Sono collegate a tutti gli altri aspetti dello yoga: affondano le loro radici nell’etica ( Yama – Nyama) e hanno il loro fine nella spiritualità (Samadhi). Lo Yoga si serve del corpo per esercitare e controllare la mente; negli stadi più avanzati,   quindi, il corpo e la mente insieme possono armonizzarsi con l’anima.
Patanjali definisce Asana una posizione stabile e senza sforzo/comoda (Sthira-sukham asanam).
Asana è parte essenziale dell’Hatha-Yoga , è insegnato unicamente per il raggiungimento del Raja-Yoga , così recita lo Hatha-Yoga Pradhipika (1-II ).
L’hatha-Yoga di cui le Asana sono la base, hanno come primario obbiettivo la purificazione.
Purificazione è la rimozione di ciò che non appartiene alla realtà vera di ciò che vogliamo purificare. Tutto il percorso yoga consiste nel tenere il nostro essere libero da ogni tipo di impurità, fisica, mentale, emotiva, intellettuale .
La buona salute non è data per certa, và conquistata, lo Yoga ci insegna ad ottenerla mediante la pratica delle Asana.

La spiritualità, secondo Patanjali, è il completamento della salute, e pone la dimensione umana in una prospettiva universale. Tendere verso questa mèta è lo scopo principale dello yoga.
Pertanto Asana è una posizione del corpo ma anche una condizione mentale, un’attitudine precisa durante la pratica.
Lo spirito più bello è quello che ci porta a sentire di star scoprendo le capacità nascoste dentro noi stessi, non ci deve essere dolore, un certo disagio può essere dovuto alla rimozione di tossine o al fatto di aver rimesso in azione delle parti non usate del corpo. Con la sensibilità, che si acquisisce man mano, si riesce a leggere questo messaggio: So di praticare le asana per mantenere il mio corpo e la mia mente come dovrebbero essere. Sento che quando subentra il forte desiderio che il corpo e la mente siano come dovrebbero essere, riesco a percepire ogni impurità e che queste vanno purificate.

Per permettere a tutto ciò di aver luogo, è necessario imparare a comunicare con il proprio corpo. La pratica delle Asana, in primo luogo,  insegna a comunicare con il proprio corpo. Si impara a studiare il corpo in ogni suo stato.
Asana è quindi una “ situazione” in cui il sadhaka( il praticante) si identifica, corpo e mente, con una delle svariate forme della natura, il cammello o l’albero, la tartaruga o il fiore di loto, il cobra o il pavone e così via; si identifica di volta in volta con una delle svariate forme in cui la Shakti ( l’energia)si manifesta. Si può dire che realizzando l’Asana lo Yogi si trasforma in una “ scultura della Shakti” assumendo la forma di uno degli innumerevoli aspetti in cui essa si manifesta.

L’azione dell’Asana è tridimensionale; l’effetto si manifesta nel fisico, nel mentale e nel sottile, la divisione è possibile teoricamente ma non praticamente perché agendo su uno dei tre aspetti si agisce contemporaneamente sugli altri due .
Così l’Asana opera direttamente sul corpo fisico e indirettamente sul sottile e sulla mente, in tutti i casi l’azione è comunque contemporanea, sono solo la volontà e l’attenzione che sono dirette su piani diversi.Il senso dell’assumere L’Asana è quello di creare una “ statua della Divinità”; è il manifestare con la forma del corpo una potenza, e in quanto potenza anche divinità, che il corpo contiene in se ma  inespressa.

 

 

BUONA PRATICA                                                  HARE OM

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