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3 RAJA YOGA – NYAMA

RAJA YOGA Una via all’integrazione

 

NYAMA

Yama e Nyama, i primi due “gradini” della pratica del Raja-yoga , hanno lo scopo di offrire un fondamento morale adeguato al tirocinio yoga.

Una moralità di ordine elevato non è sempre necessaria all’esercizio dello yoga. Esistono due tipi di yoga :INFERIORE e SUPERIORE . quello inferiore ha per oggetto lo sviluppo di certe facoltà psichiche e di poteri soprannaturali, alla ricerca di potere e ambizioni personali, e a questo scopo la moralità trascendente implicata nello Yama – Nyama non è affatto necessario.

Lo yoga superiore esposto negli yoga-sutra và distinto dallo yoga inferiore. Il suo obbiettivo non è lo sviluppo dei poteri che possono venire impiegati per auto-gratificazione o soddisfazione della propria presunzione, ma per l’illuminazione.

Sul sentiero dello yoga superiore è essenziale una moralità di ordine elevato; e non si tratta di moralità del tipo convenzionale, e neppure di moralità del consueto tipo religioso. Si tratta di una moralità fondata sulle leggi della natura ed organizzata con lo scopo di comportare la liberazione dell’individuo dai legami dell’illusione e dell’ignoranza.

La finalità principale di questo codice etico è di eliminare tutti i disturbi mentali ed emotivi che caratterizzano la vita dell’essere umano ordinario.

Nyama insieme a Yama contribuisce alla costruzione del carattere del sadhaka (praticante).

In senso  generale le osservanze dello Yama sono finalizzate ad educare il praticante ad un’adeguata reazione agli eventi della propria vita di relazione con il prossimo.

Il Nyama invece comporta pratiche da seguire regolarmente giorno dopo giorno, qualunque siano le circostanze  nelle quali si trova. Anche se uno vive completamente isolato da ogni relazione sociale, resterà la necessità di svolgere tali pratiche, nella stessa misura che se vivesse nelle affaccendate situazioni sociali.

I cinque NYAMA :

  1. Sauca                                  Purezza
  2. Santosa                               Accontentarsi, appagamento
  3. Tapas                                  Austerità- Sforzo
  4. Svadhiaya                           Studio ( di sé e delle scritture)
  5. Isvara Pranidhana             Abbandono al supremo

 

La pratica di Nyama secondo Patanjali è il fondamento su cui si poggia il processo di purificazione  (Kriya), quel processo attraverso cui si rimuovono tutte le impurità dal corpo e dalla mente. Il Kriya,  secondo Patanjali è lo Yoga preliminare, ossia il primo e fondamentale passo di una  seria Sadhana, verso la meta finale:  yogacitta vrtti nirodhaha Y.S. 1-2.

 

Per avere successo in ogni campo è necessario sforzo e sacrificio, sia nello studio come studente, nella professione o negli affari . Di solito dobbiamo sacrificare tempo e denaro, con sforzo determinato e intelligente.

A volte dobbiamo sacrificare le relazioni, perché non si può avere tutto in questo mondo.

Dobbiamo discriminare cosa è più importante per noi. Questo fondamentale parametro si applica anche nello yoga.  Non possiamo avere tempo per lo yoga senza essere pronti a sacrificare del tempo, che è anche denaro e forse importanti relazioni. Solo così possiamo concentrarci su qualcosa che risulta per noi molto importante.

Ma la cosa più importante che dobbiamo realizzare circa la pratica Yoga  è che mentre gli elementi del successo, sacrificio e sforzo, sono fondamentalmente gli stessi della così detta “ vita normale”, c’è una vitale differenza nella vita yoga. Insieme alle altre cose che bisogna sacrificare, ci è richiesto di sacrificare NOI STESSI, cioè sacrificare  chi noi pensiamo di essere, insieme alla nostra idea di giusto e sbagliato.

Questa è la ragione per cui la tradizione Yoga , e il Nyama con essa, parla dell’abbandono( Isvara pranidhana) e del prendere rifugio.

L’abbandono : “di chi io credo di essere” è l’abbandono del proprio Ego. Questo abbandono permette l’emergere di quella dimensione interiore che normalmente ci si affanna a ricercare fuori. Una dimensione interiore che ci rivela : “che  siamo già ciò che cerchiamo” .

Realizzare la propria reale dimensione è per lo yogi l’essenza della sua Sadhana. Il Nyama fornisce alcuni strumenti , diventando per questo una grande opportunità.

                                                                                                            

 

BUONA PRATICA

                                                 HARE OM

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