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IL NOSTRO VERO IO

Il Nostro Vero Io  di Sw Atmaswarupananda
 

            In uno dei suoi ben conosciuti aforismi, Gurudev Sw Sivananda dice: “Indaga chi sono io, conosci te stesso e sii libero.” Ai suoi giorni, Ramana Maharishi diceva che, alla fine, non importa quale sentiero voi state seguendo, voi dovete scoprire chi siete. Il sentiero dell’indagine, però, non è un sentiero facile, e talvolta i
Sadhaka(ricercatore-praticante) si imbarcano in esso senza ricordare un paio di necessarie condizioni.
            Una condizione è che, come anche Ramana Maharishi ha detto, “Quello che state cercando non può avere un inizio, perché qualsiasi cosa ha un inizio deve avere una fine. Voi state cercando l’immutabile Eterno che è sempre stato, è ora, e sempre sarà.” La seconda condizione è che, poiché stiamo cercando l’Eterno, questo non è qualcosa che noi soli possediamo. Qualsiasi cosa troviamo deve essere egualmente valida per tutti gli altri esseri umani. Non può essere una nostra unica esperienza.
            Quando iniziamo l’indagine “ chi sono io”, riconosciamo che non possiamo essere né il corpo né la mente, perché essi non vanno d’accordo con ambedue le condizioni precedenti. Il corpo ha un inizio e quindi avrà una fine. La mente non esisteva prima della nostra nascita e anch’essa avrà una fine. E certamente il nostro corpo e la nostra mente non sono universali. Altre persone hanno corpi e menti, ma non gli stessi che abbiamo
noi.
            Quindi, nel chiedere “chi sono io”, dobbiamo negare che siamo sia il corpo che la mente. Ugualmente, usiamo lo stesso metodo per negare che siamo l’intelletto. Sulla stessa base, neghiamo l’ego. Alla fine, diventiamo consapevoli che c’è un testimone del nostro ego, perché noi diciamo: il mio ego. Chi è che sta testimoniando l’ego? Non lo sappiamo, ma certamente sono io che lo sto testimoniando. Chi è questo io? Non lo sappiamo. E’ un mistero, ma certamente è reale.
            Questo è un metodo di indagine.

C’è un altro metodo che è supplementare a questo e può essere un po’ più facile per noi. Questo metodo opera guardando alle nostre vite; vediamo quanto siamo cambiati crescendo e diventando più vecchi. In effetti, non siamo per nulla come eravamo quando eravamo giovani. Il nostro corpo è diverso, come anche sono diversi la nostra mente e la nostra personalità. E noi sappiamo che continueremo a cambiare come continuiamo a invecchiare. Tuttavia nemmeno per un momento pensiamo che il nostro io è cambiato. Lo stesso io era presente quando eravamo giovani, è presente ora, e sarà lo stesso io presente quando diventeremo vecchi. Allo stesso tempo non abbiamo dubbi che quello stesso io è presente in qualsiasi altra persona. Non sembra appartenere né al corpo né alla mente. Piuttosto sembra trascenderli ed essere il testimone.
            Coloro che hanno avuto  esperienze mistiche dove ambedue, il corpo e la coscienza mentale, si abbassano o scompaiono, possono portare testimonianza che lo stesso io era presente in esperienze dove il corpo e la mente scomparivano. Essi possono
affermare
che in quelle condizioni non c’era nulla, non c’era nessuna auto-identità ma tuttavia l’io era lì presente. Quindi, se vogliamo scoprire un io che supera la prova di essere presente ugualmente in ognuno, che supera le prova di avere nessun inizio e nessuna fine, allora dobbiamo ricordare l’inafferrabile io che è sempre presente.
            Però, questo riconoscimento è generalmente solo il primo passo. E’ possibile che ci possa essere un improvviso cambiamento dall’identità dell’ego al dimorare in quello che noi non possiamo mai afferrare, ma normalmente la nostra sadhana è appena iniziata. E’ necessaria una costante pratica di ricordare quello che supera le prove di permanenza e di universalità – invece di essere costantemente catturati nella nostra mente mutevole e nella nostra mutevole identità che la mente ci dona di momento in momento.

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