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La vostra Sadhana vi prepara per la Battaglia?

La vostra Sadhana vi prepara per la Battaglia? di Sw Atmaswarupananda
 
           
 La Bhagavad Gita è una scrittura unica. Non solo contiene una suprema affermazione della Verità più alta – l’essenza di tutte le scritture Vediche – ma è stata data in circostanze uniche – in un campo di battaglia. Quando pensiamo agli insegnamenti di Gesù, noi pensiamo al monte dove ha dato il Sermone della Montagna, o alla spiaggia del mare di Galilea, o ad un tempio. E non possiamo immaginare gli insegnamenti del Signore Buddha venire dal mezzo di un campo di battaglia. Tuttavia, forse la grandezza degli insegnamenti della Gita vengono proprio dalle circostanza in cui sono stati  pronunciati, perché se il messaggio dei grandi Rishi non può essere applicato sul campo di battaglia , significa che non abbiamo compreso il loro insegnamento abbastanza profondamente.
            Non è troppo difficile trovare in questo mondo persone che comprendono le scritture con una sottigliezza
tale da togliervi il respiro. Non è difficile trovare persone che hanno visioni, talvolta una dopo l’altra, che sono così grandi da sentirsi privilegiati solo ad ascoltarle. Non è neanche difficile trovare persone piene di profonda compassione, o persone che spendono la loro intera vita al servizio altrui. Quello che è molto difficile da trovare è qualcuno in cui il messaggio delle scritture è penetrato così profondamente in loro che sono stabiliti in esso anche in un campo di battaglia.
            Questa è la verità che dovremmo sempre ricordare nella nostra sadhana
(pratica yoga personale). Questo è il test che possiamo verificare nella nostra sadhana. Quello che io realizzo è sufficiente per il campo di battaglia? Se sono sul campo di battaglia, sia in senso letterale o in quello della vita, la mia conoscenza, la mia comprensione, le mie realizzazioni sono ancora valide? Pochissimi sarebbero capaci di rispondere: “Si”.

La nostra realizzazione, la nostra fede, è valida dove è adatta a noi. Se lo è solo nella sala yoga o di meditazione, nel tempio o nella quiete della nostra stanza, questo significa che c’è qualcosa di più che dobbiamo fare.
            Dobbiamo portare le nostre pratiche attuali così in profondità che invece di buoni sentimenti o belle visioni, invece di raggiungimenti, noi diventiamo vuoti, diventiamo un nulla. Dobbiamo arrivare a un punto dove nulla può essere portato via da noi. Quindi non importa dove siamo, noi siamo ancora gli stessi – ma siamo vuoti, siamo nulla, non siamo chi agisce. Questo è quello a cui ci avviciniamo tramite il vero abbandono, tramite una fiducia incrollabile, un totale distacco, la pratica della presenza d
el Divino che non può essere conosciuto o compreso o afferrato attraverso la mente.
            E’ la volontà di abbandonare ogni cosa, inclusa la nostra conoscenza o i nostri buoni sentimenti, che ci preparano per il campo di battaglia. E’ la volontà di vendere ogni cosa che possediamo per comprare la perla
più prezzionsa. Ogni altra cosa ha solo un limitato valore. La perla ha un valore eterno!

La prima Sadhana  di Sw Chidananda
 
Gurudev Sw Sivananda dice: “Oggi vi parlerò di un semplice sentiero verso la realizzazione
dello yoga ovvereo: la Liberazione dalla sofferenza. La prima sadhana (pratica yoga personale)è sradicare le qualità non-spirituali e negative, e coltivare qualità positive,qualità spirituali.
Le qualità divine
vi portano verso la Liberazione” (Gita 16.5). Noi dobbiamo non solo praticare le divine qualità ma dobbiamo anche liberarci dalle qualità non divine, in quanto queste ultime ci conducono ad una schiavitù ancora più grande. Dovremo cominciare con l’interrompere tutte quelle attività di pensiero, parole e azioni che non sono positive. “Leggere i Veda (le sacre scritture) giornalmente, impegnati in azioni che sono indicate nei testi, azioni in cui è opportuno impegnarsi.” Ciò significa che noi non dobbiamo agire in modo contrario alle ingiunzioni delle scritture spirituali.“Il Tempo non dovrebbe essere sciupato”. Il tempo è prezioso. Noi non siamo venuti qui per utilizzare il nostro tempo per fare cose diverse dal praticare la vita spirituale, cioè la
pratica yoga: di viveka (discriminazione), vairagya (distacco) e fratellanza, la pratica della tolleranza, della mutua buona volontà e del fare del bene agli altri, la pratica dello studio delle scritture sacre, col fine di raggiungere il risveglio e liberarsi dalla sofferenza.
            
Quali qualità sradicare? La santa Madre Sharada Devi, la divina consorte di Bhagavan Sri Ramakrishna Paramahansa, disse:” Mio caro figlio, allontanati da doshadrishti (guardare agli errori e ai difetti degli altri). La vita è troppo breve, non c’è abbastanza tempo nemmeno per rimuovere i propri difetti.” Meglio occuparsi del nostro supremo benessere spirituale per cui ci è stata concessa questa breve nascita umana.
            Voi diventate quello su cui si focalizza la vostra mente. Se pensate alle sciocche qualità negative degli altri, invece di migliorare voi stessi, attirate verso di voi le qualità negative. Quindi pregate:” Oh Signore, non permetterò alla mia mente di essere distratta dallo scopo centrale della mia umana esistenza. Oh Signore aiutami in questo difficile compito.

BUONA PRATICA

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