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Respirazione in tempo di covid

 

Come affrontare con lo yoga il dilemma della respirazione dell’uomo moderno

Una persona che si esercita con il pranayama, avrà un corpo flessibile e sano, con una splendida carnagione, una voce melodica e un gradevole profumo della pelle. Una pratica regolare del pranayama fornisce inoltre un buon appetito, gioia, un’ottima linea, energia, coraggio e capacità di entusiasmarsi. Tutto ciò porta infine ad avere una salute di ferro, vitalità ed un’ottima capacità di concentrazione. Questa promettente descrizione di Swami Sivananda non vale solo per gli Yogi ormai esperti dell’himalaia ; molte di queste esperienze possono essere vissute anche durante un corso di pranayama condotto da un insegnante esperto.

Non è tuttavia facile mantenere lo stesso livello energetico per lungo tempo una volta terminata l’esperienza di pratica del pranayama. Il ritorno alle attività quotidiane con i suoi ritmi frenetici e la pressione dei doveri famigliari combinati inesorabilmente a quelli professionali ostacola spesso la pratica dello yoga e porta il più delle volte ad un rapido calo dei livelli energetici. Proprio a causa di questi ostacoli creati dallo stile di vita, inconsapevolmente, spesso si ritorna velocemente in maniera automatica alle vecchie abitudini respiratorie.

Controllo Del respiro Un Meccanismo perverso

Respirare è uno dei più importanti meccanismi involontari del nostro corpo ed è a lui che dobbiamo il costante nutrimento delle cellule che compongono il nostro organismo che, grazie alla respirazione, dispongono di sufficiente ossigeno per sopravvivere e in molti casi per moltiplicarsi. Come riflesso involontario, la respirazione viene controllata dai centri del respiro collocati nel tronco cerebrale e nelle carotidi. Questi specifici centri nervosi controllano i livelli nel sangue attraverso dei recettori chimici. Questi recettori non fanno altro che misurare costantemente il livello di ossigeno e anidride carbonica per stimolare un profondo respiro. Ad essere precisi, non è il livello di ossigeno nel sangue ad essere misurato quanto piuttosto quello di anidride carbonica   (CO2) che non è altro che l’aria respirata e il cui contenuto di ossigeno è stato in parte consumato.

La respirazione durante l’attività fisica

L’energia necessaria per gli sforzi fisici viene prodotta nei muscoli grazie ai processi di consumo delle sostanze nutritive. Per tali sforzi, infatti, i muscoli necessitano di ossigeno e di zuccheri nel sangue che durante il consumo producono anidride carbonica e altri prodotti di scarto. E’ sufficiente un minuto di attività fisica perché i recettori registrino il forte aumento dei livelli di anidride carbonica. A questo punto i centri nervosi nel cervello reagiscono e stimolano la muscolatura addetta alla respirazione. Risultato : il respiro aumenta la sua ampiezza ( più profonda) e la sua frequenza ( più veloce), l’anidride carbonica viene espulsa e il sangue si arricchisce di ossigeno.

Senza dubbio una regolare attività fisica sviluppa la capacità polmonare. Durante gli sforzi fisici i forti impulsi stimolano i centri di controllo del respiro incrementando il ricambio d’aria a livello polmonare fino a 5-6 litri al minuto. C’è da ricordare che ad ogni esercizio fisico noi comandiamo consapevolmente i nostri muscoli con la forza di volontà, mentre il respiro di regola non possiamo regolarlo. La capacità polmonare incrementata attraverso la respirazione profonda rimane tuttavia il risultato di un comando involontario del sistema nervoso autonomo.

Controllo della Respirazione nel Pranayama

Durante gli esercizi di respirazione yoga, la situazione cambia radicalmente: invece di muoversi, lo yogi siede calmo in una posizione comoda a gambe incrociate. Il lavoro muscolare necessario non è paragonabile allo sforzo durante un’attività fisica. I livelli di anidride carbonica rimangono sempre al di sotto di determinati minimi e i centri per il controllo del respiro reagiscono con atti respiratori ampi e rilassati e il volume d’aria inspirato diminuisce di circa mezzo litro per ciascuna inspirazione ed espirazione.

La cosa in comune che hanno tutti gli esercizi yoga di respirazione è che attraverso sollecitazioni volontarie del respiro e fasi programmate di pausa tra una inspirazione e una espirazione, il respiro rallenta e diventa più profondo. Di per sé si tratta di un allenamento del respiro perché possa diventare più lento e consapevole. Ed è una fase importante perché lo scopo è quello di imparare a controllare gli impulsi involontari dei centri nervosi per il controllo del respiro. Cosa significa questo per il corpo?

Respirazione yoga e gli effetti sul corpo

Attraverso una respirazione lenta e profonda in una posizione comoda possiamo incrementare il volume d’aria immesso ad ogni atto respiratorio di 4-5 litri. Questa respirazione profonda porta ad un sensibile aumento dei livelli di ossigeno nel sangue. E più ossigeno il nostro sangue trasporta maggiore sarà l’efficacia con la quale le nostre cellule potranno svolgere il loro compito.

Fondamentale per la respirazione yoga è la profonda respirazione a livello dell’addome, chiamata anche respirazione diaframmatica. Questo tipo di respirazione non solo migliora la capacità polmonare, ma modifica regolarmente e aritmicamente la pressione della zona interna dell’addome. Quindi ogni movimento del diaframma non serve solo a riempire d’aria i polmoni ma porta anche a differenziare la pressione in tutta la zona addominale . Il costante movimento di innalzamento ed abbassamento del diaframma ha il vantaggio di massaggiare la grossa vena (porta) dell’addome, permettendo così al sangue di fluire più velocemente e in maggiore quantità verso il cuore. Questo effetto è particolarmente visibile nell’esercizio respiratorio del Kapalabhati, durante il quale il massaggio della grossa vena porta dell’addome si intensifica attraverso una forte contrazione dei muscoli addominali. Già dal secondo ciclo di queste espirazioni forzate, la circolazione sanguigna aumenta in tutto il corpo. Questo senza il minimo movimento delle masse muscolari degli arti.

Il dilemma della respirazione alla scrivania

Durante lo svolgimento di attività intellettive seduti ad una scrivania , l’accumulo di anidride carbonica nei muscoli è davvero ridotto. Per questo i centri nervosi per il controllo del respiro fanno sì che l’attività respiratoria sia superficiale. Tuttavia il cervello ha bisogno di una maggiore quantità di ossigeno rispetto ad un’attività fisica. Considerando che durante la permanenza alla scrivania i movimenti fisici sono ridotti al minimo e dunque manca lo sforzo fisico come segnale per i recettori della necessità di una respirazione profonda, il respiro rimane superficiale. Di conseguenza il nostro cervello non riceve sufficiente ossigeno e si stanca molto velocemente.

L’evoluzione ha i suoi tempi

Già cento anni fa il lavoro fisico determinava il nostro quotidiano. C’erano ancora poche auto, le scale mobili non esistevano, non c’erano i termosifoni e neppure l’aria condizionata. Ogni sforzo fisico compiuto dal nostro corpo contribuiva ad un incremento dell’anidride carbonica che stimolava l’impulso di una respirazione profonda. Oggi gran parte delle persone lavora stando seduta, almeno nella maggior parte degli uffici dei paesi industrializzati dove il computer ed altri macchinari hanno ormai rivoluzionato il processo produttivo dell’uomo. Ciononostante, non siamo ancora pronti ad adeguare il nostro organismo ad un’evoluzione così repentina. Per questo 100 anni non bastano. E saranno necessarie ancora diverse generazioni prima che la programmazione autonoma del respiro possa adeguarsi alle moderne condizioni di vita. Cosa può essere fatto già oggi per affrontare questo dilemma?

Lo yoga ha già la soluzione

Una pratica regolare del pranayama favorisce lo sviluppo di un ritmo respiratorio consapevole che può essere facilmente integrato nelle attività quotidiane. Chi si esercita anche per solo 20 minuti al giorno impara velocemente a regolare consapevolmente il proprio respiro anche stando seduto alla propria scrivania, respirando in modo ritmico e profondo. Questo è senz’altro un importante strumento per migliorare la concentrazione e la vitalità nella vita di tutti i giorni.

Il pranayama in combinazione con le asana e gli esercizi di rilassamento ci aiutano non solo a ricaricare le nostre riserve energetiche ma anche ad usarle in maniera parsimoniosa nella nostra vita quotidiana. Ed è uno strumento fondamentale che ci permette di raggiungere una nuova qualità della vita .

PRANAYAMA: Guida alla pratica: YOU TUBE-  https://youtu.be/8BxAWuOLM88https://youtu.be/8BxAWuOLM88

 

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