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Yoga cammino dal buio alla luce

 

Yoga sentiero verso la luce   

Il processo di consapevolezza allarga la nostra visione del mondo e di noi stessi e il motivo per cui non allarghiamo questa consapevolezza, è che siamo terrorizzati da quello che possiamo trovare e vedere. Aprirsi vuol dire entrare più profondamente in contatto con la sofferenza del mondo e la nostra, e a volte fatichiamo a reggere l’impatto con tutto questo.

Molto spesso, soffermandoci sul nostro sentire, ci sensibilizziamo maggiormente anche sul sentire degli altri e possiamo allora percepire, al di là della facciata di relazione con il mondo che ognuno pone, la sottostante condizione: il dolore insanabile per la per- dita di un caro, un senso di fallimento rispetto alla propria esistenza, la miseria fisica e a volte emotiva di certe persone. E allora la nostra anima è come smarrita.

A fatica si può riuscire a trovare un senso in noi stessi e nel mondo, ma questo equilibrio può venire distrutto dalle nuove rivelazioni. Entriamo nella notte buia dell’anima, dove fa freddo e ci si sente persi perché i riferimenti che avevamo fino a quel momento non funzionano più, non riescono a spiegare la grande realtà con cui siamo in contatto. È un momento di crescita, ma a volte anche di disperazione o perlomeno di totale smarrimento. Il mondo ci appare come una giornata autunnale con il cielo coperto e plumbeo, senza più sole e se guardiamo dentro di noi ci pare di stare ancora peggio.

  • Tutte le tradizioni religiose e non, anche se in termini diversi, parlano di questa notte buia dell’anima.

Questa condizione pone il soggetto di fronte ad una scelta: fermarsi, tornare indietro, ovvero interrompere il cammino yoga intrapreso, oppure resistere con coraggio e fiducia continuando il cammino. Molti decidono di fermarsi, aspettare, rimandare. Ma purtroppo per loro, questa soluzione non solo non li libera dai disagi, ma accresce sempre più il senso di impotenza verso la loro condizione, producendo un senso di frustrazione che con il tempo diventa causa di un continuo peggioramento.

Se invece, nonostante tutto, si decide di proseguire il cammino, si va verso l’espansione della consapevolezza che richiede di attivare strutture e capacità diverse da quelle utilizzate finora. Dobbiamo trovare la luce nella oscurità, dobbiamo sapere di avere dentro di noi le risorse per un’ampia comprensione dell’Universo che la vita ci offre, dobbiamo andare oltre il freddo per trovare una nuova fonte di calore. Allora dall’oscurità torna a brillare l’anima e brilla di una luce che prima non aveva, e spesso questo viene percepito da chi è vicino: gli occhi hanno una luce che prima non avevano, il corpo si muove in un modo diverso, la voce è cambiata. Si scopre di attrarre persone diverse o le stesse persone in altro modo, si scopre che l’oscurità ci ha portato verso la luce, si scopre che la paura è diventata coraggio, la collera compassione, la tristezza sensibilità profonda. In questo modo davvero è nato qualcosa di nuovo, è nata una nuova persona da ciò che eravamo, ma proiettata verso ciò che saremo.

Questo processo di trasformazione(Parinama) è una esperienza che ognuno è chiamato a fare nel corso della propria vita, è la vita stessa che si esprime attraverso il cambiamento ciclico, che si traduce in crescita, maturazione, esperienza. È la resistenza al naturale cambiamento della vita e delle cose che genera nell’essere umano sofferenze fisiche, emotive e psicologiche.

Tutto questo spiega perché la vera pratica yoga non può limitarsi alla sola tecnica (Bhairanga yoga)fisica di asana anche se magistralmente eseguite. La pratica delle posizioni ha come principale funzione quella di rimuovere ogni nodo o blocco dal corpo e dalla colonna vertebrale in particolare, per mantenere la salute una volta ricostituita e dare così equilibrio anche alla mente. L’equilibrio corpo-mente, secondo i maestri, non è possibile se non si aggiunge alla pratica delle asana anche la pratica del pranayama (Antaranga yoga).

Un serio praticante yoga, dopo la prima fase prettamente fisica delle asana, se vuole continuare la trasformazione avviata, è chiamato ad un coinvolgimento anche psicologico ed emotivo nella sua pratica. Questo rappresenta un passaggio fondamentale della disciplina yoga.

 

La Respirazione yoga una vera “benedizione”

La respirazione yogica completa fornisce una notevole capacità vitale attivando la circolazione sanguigna, elasticizza i muscoli intercostali, incrementa (con l’allenamento) la capacità polmonare. A livello fisico essa fa aumentare la resistenza alle contaminazioni di origine aerea ed è utile alla cura dell’asma. Grazie a questo tipo di respirazione si elimina completamente l’aria stagnante nei polmoni. A livello nervoso è indicata quale antistress; se eseguita regolarmente rivitalizza l’intero organismo, liberandolo dalla pigrizia e della depressione.

La pratica respiratoria chiamata pranayama è considerata l’evoluzione naturale delle asana. La scienza ha confermato l’intuizione degli yogi, infatti da studi eseguiti nel campo della psico-so- matica sono emersi i collegamenti esistenti tra la respirazione, la psiche e il corpo e si è giunti alla conclusione che una respirazione corretta assume una notevole importanza sulla salute, sia fisica che emotiva dell’uomo. ……………..

 

Estratto da: Y O G A SHAKTI ASANA-PRANAYAMA
Manuale teorico-pratico Dieci lezioni illustrate e spiegate Vol. 2
di Felice Vernillo

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