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Superare le forze negative

Con l’inizio di un nuovo anno, noi praticanti yoga, siamo chiamati a domandarci che attitudine sviluppare verso la vita e le varie circostanze, costellate di imprevisti e difficoltà che continuamente ci riserva. Ancor di più in questo momento di difficoltà economico-sociale, un serio yogi si impegna con maggior determinazione nella sua sadhana. Un serio praticante è consapevole che le difficoltà per uno yogi sono valide opportunità, un’occasione per sviluppare forza, convinzione e determinazione nel processo di introspezione, alla scoperta delle immense risorse di cui dispone e che altrimenti non potrebbero esprimersi.

Superare le Forze Negative di Sw Atmaswarupananda
 
            Tutti noi abbiamo avuto l’esperienza di non essere stati capaci di vivere al top delle nostre possibilità, spesso ci troviamo a fare cose che sappiamo non dovremmo e non avremmo voluto fare. Ci sentiamo incapaci di pensare nel modo in cui sappiamo dovremmo pensare, ossia in un modo alto ed elevato – sentiamo che la nostra mente sta andando giù, verso sentieri negativi, molto di più di quanto vogliamo.
            C’è qualcosa che possiamo fare per questo?
Primo, possiamo riconoscere che non siamo soli. Questo è un problema di cui tutti noi soffriamo. Secondo, l’universo consiste di due forze primarie: a) la forza della creazione o divisione, che prende la nostra coscienza, il nostro pensiero, i nostri sensi e ci fa dimenticare il nostro vero Sé;
b) la forza dell’evoluzione, o del ritorno, che ci conduce indietro verso il nostro vero Sé. Ognuno di noi sperimenta la battaglia tra queste due forze universali. Se riconosciamo questo, non ci sentiremo così disperati quando vedremo noi stessi andare nella direzione in cui non vogliamo. Allora riconosceremo che siamo stati influenzati da queste forze universali.
            Ma questo non è abbastanza. Mentre questo ci può dare un po’ di pace, un piccolo riconoscimento che non siamo soli, allo stesso tempo, vogliamo andare avanti nella giusta direzione. Quindi, dovremmo riconoscere che, in effetti, noi possiamo scegliere. Non possiamo scegliere il tipo di pensieri che sopraggiungono nella nostra mente; essi appaiono. Ma possiamo riconoscerli per quello che sono – sia i pensieri negativi che vanno all’esterno, o i pensieri positivi che vanno all’interno – ma, possiamo scegliere come reagire ad essi.
Le scritture dicono che se abbiamo un pensiero o uno stimolo negativo, dobbiamo soltanto ignorarlo, non fare nulla. Dall’altra parte se subentra un pensiero o uno stimolo di fare qualcosa di positivo, dobbiamo agire immediatamente su di esso. Noi abbiamo il potere di scelta, abbiamo anche il potere di agire nel modo in cui sappiamo di dover agire.
            D’altra parte, abbiamo l’assicurazione e la promessa del Divino. Dopo aver descritto le forze che vanno verso l’esterno e che vanno verso l’interno, il Signore Krishna dice ad Arjuna: “Non preoccuparti, tu sei sul sentiero che va verso l’interno”. Una volta che noi siamo stati chiamati dal sentiero yoga ed abbiamo risposto a quella chiamata, siamo sul sentiero dell’evoluzione; siamo yogi. Il Signore Krishna dice ulteriormente: “Io mi occupo sempre del Mio discepolo. Mi preoccupo delle sue necessità sia materiali che spirituali”.
            Così, se talvolta ci sentiamo sopraffatti dalle forze negative, dai pensieri negativi, ricordiamoci che siamo stati chiamati al sentiero che va verso l’interno, verso l’alto.
Lo sforzo è inevitabile, nessuno può evitarlo. Le forze negative non se ne vanno solo perché noi siamo stati chiamati sul sentiero yoga. Ma una volta che siamo stati chiamati, ciò significa che il Divino è dalla nostra parte. Egli ci ha dato il potere di affrontare tutti i nostri problemi con il Suo aiuto. Quindi, dovremmo essere fondamentalmente ottimisti, dovremmo dinamicamente esercitare il nostro potere di discriminazione e scelta, e sapere che, alla fine, avremo successo.

Buona Pratica                                                                                   

                                     HARI OM

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