Ottobre rende il cambiamento visibile. Cambiano la luce, le temperature, i colori, il ritmo delle giornate. La natura si trasforma e gli alberi iniziano lentamente a lasciare andare le proprie foglie, seguendo un processo naturale e necessario. Anche nella nostra vita il cambiamento è continuo. A volte lo cerchiamo, altre volte arriva senza che lo abbiamo scelto. E se desiderare qualcosa di nuovo può essere semplice, accogliere davvero ciò che cambia può esserlo molto meno. Tendiamo a rimanere legati a ciò che conosciamo: abitudini, certezze, aspettative, modi di pensare e di reagire. Anche quando sentiamo che qualcosa non ci appartiene più, lasciarlo andare può richiedere tempo.
La pratica dello Yoga può aiutarci a osservare questo processo partendo da qualcosa di molto concreto: il corpo e il respiro.
Accogliere il cambiamento attraverso la pratica
Sul tappetino nulla rimane immobile per sempre.
Entriamo in un’Asana, troviamo una condizione di stabilità, la osserviamo e poi ne usciamo. Il corpo cambia continuamente, così come cambiano le sensazioni che percepiamo durante la pratica. Una posizione che ieri ci sembrava semplice oggi può richiedere maggiore attenzione. Un movimento può risultare diverso. Il respiro stesso non è mai esattamente uguale.
Praticare significa anche imparare a riconoscere ciò che accade senza pretendere che sia sempre come lo ricordiamo o come vorremmo che fosse. È proprio qui che lo Yoga può insegnarci qualcosa sul cambiamento: prima ancora di accoglierlo, dobbiamo riuscire a percepirlo.
Inspirare significa accogliere. Espirare significa lasciare andare.
Il respiro ci mette continuamente di fronte a questa alternanza.
Inspirando accogliamo.
Espirando lasciamo andare.
Un gesto che compiamo migliaia di volte ogni giorno e che, durante la pratica, possiamo iniziare a osservare consapevolmente.
Lasciare andare non significa dimenticare, rinunciare o cancellare una parte di noi. Può significare, invece, riconoscere ciò che continuiamo a trattenere anche quando non ci è più utile: una tensione, un’aspettativa, uno schema, il bisogno di controllare ciò che accade o la paura di ciò che ancora non conosciamo. Anche il corpo può raccontarcelo.
Quando smettiamo di forzare una posizione e iniziamo ad ascoltarla, cambia il nostro modo di stare nella pratica. Quando lasciamo maggiore spazio al respiro, possiamo accorgerci di tensioni che prima non percepivamo. Non si tratta di obbligarci a lasciare andare qualcosa, ma di imparare prima di tutto a riconoscerlo.
Cosa stiamo trattenendo?
La pratica può diventare così un momento in cui osservare ciò che accade dentro di noi con maggiore attenzione.
Possiamo domandarci:
Cosa sto trattenendo?
Cosa non mi serve più?
A cosa posso fare spazio?
Non è necessario trovare subito una risposta. Il cambiamento raramente avviene in un istante. Può essere un processo fatto di piccoli passaggi, di ascolto, di tentativi e della capacità di tornare più volte a osservare ciò che sta accadendo. Proprio come nella pratica.

L’intenzione di ottobre: Accogli il cambiamento
L’intenzione che accompagnerà la pratica durante questo mese è: “Ad ogni respiro creo spazio per il nuovo.”
Non come invito a cercare necessariamente qualcosa di diverso, ma a rimanere disponibili a ciò che cambia, dentro e fuori di noi.
Il respiro diventa il filo che accompagna questo processo: accogliere durante l’inspirazione e lasciare andare durante l’espirazione.
L’Asana del mese: Prasarita Padottanasana

Per accompagnare il tema di ottobre abbiamo scelto Prasarita Padottanasana, il piegamento in avanti a gambe divaricate.
Nella posizione, le gambe mantengono il contatto con la terra mentre il busto si inclina in avanti e la testa scende verso il basso.
Il gesto stesso dell’Asana richiama il tema scelto per questo mese: mantenere il proprio radicamento e, allo stesso tempo, imparare a cedere ciò che non è necessario trattenere.
Durante la pratica possiamo osservare quanto riusciamo realmente a lasciare andare le tensioni superflue, senza forzare il corpo e senza voler controllare ogni passaggio.
Il proposito, o Sankalpa, che accompagna l’Asana è:
“Come il respiro, imparo a lasciare andare.”
E durante l’espirazione possiamo accompagnare la pratica con una frase meditativa:
“Ad ogni espirazione lascio andare ciò che non mi serve più.”
Lasciare andare per accogliere
Ottobre ci ricorda che trasformarsi non significa necessariamente diventare qualcosa di completamente diverso.
A volte il cambiamento comincia semplicemente dal riconoscere ciò che sta accadendo, lasciare andare ciò che non serve più e creare lo spazio necessario per accogliere ciò che arriva.
Lasciare andare ciò che è stato.
Accogliere ciò che è.
Fare spazio a ciò che sarà.
Questo è il nostro invito per ottobre: osservare il cambiamento, dentro e fuori di noi, e imparare ad accoglierlo attraverso la pratica, un respiro alla volta.

